Tra turisti, traffico e monumenti.
Salendo sul treno Roma-Viterbo, affrescato dalle bombolette spray, arriviamo a Roma, vicino a Piazza del popolo; oggi è il primo giorno di visita della città.
Qualche ripresa e poi andiamo a parlare con Visenta Iannicelli, responsabile UNESCO di Roma, la capitale; piena zeppa di sedi ed uffici di comune, provincia, regione, governo, ministeri, banche; soffocata dal traffico e gonfia di turisti; talmente ricca di monumenti, chiese, palazzi, piazze e musei, da rendere impossibile la pretesa di vedere tutto in una volta, con il rischio di trasformarla in un semplice percorso attraverso i luoghi più importanti, perdendo la città nel suo insieme.
Più tardi raggiungiamo Manuel Roberto Guido, responsabile dell’ufficio UNESCO al Ministero dei Beni Vulturali, che ci avverte che per la fine del viaggio saremo già rimasti indietro: è probabilmente in arrivo la nomina del quarantacinquesimo sito UNESCO italiano, l’area paleontologica di Monte San Giorgio, al confine con la Svizzera. Quando l’attraversata d’Italia sarà terminata, dovremo fare una pedalata in più per raggiungere questo nuovo sito.
Nel tragitto verso casa abbiamo un assaggio di quello che vedremo domani, passando per Fontana di Trevi e Piazza di Spagna, ammassati tra i turisti, lì da tutto il mondo per vedere la città eterna.
Prima di prendere il treno, in mezzo a piazza del popolo, l’obelisco egizio ci guarda, ci parla. Quel pezzo di pietra, estratto da una montagna, inciso, eretto, venerato, conquistato, trafugato, ripiantato; eccolo lì, ad osservare la quotidianità di un'altra età, nello scorrere delle ore, dei giorni e dei millenni, a dominare la piazza con la sua muta, immobile impassibilità.













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