Gli sfizi dell'imperatore.
Insieme alla nostra guida, la simpatica Caterina Federico, visitiamo lo straordinario complesso romano. Villa Adriana non è solamente l’espressione della volontà di un imperatore, ma anche il raffinato prodotto di un geniale architetto.
Fu infatti l’imperatore Adriano in persona a progettare e costruire l’immenso complesso che si sviluppa lungo 120 ettari di terreno nei primi anni del secondo secolo d. c. All’interno dell’immenso parco che attraversiamo, sono presenti molti edifici e la nostra immaginazione tenta di ricostruire ciò che il tempo ha distrutto e portato via.
La villa era pensata per sfruttare appieno l’elemento dell’acqua, fornita dal fiume Aniene e deviata per mezzo di un imponente sistema idraulico nelle zone private dell’imperatore e in quelle riservate agli ospiti e alla servitù. Si poteva disporre di fontane, vasche, complessi giochi d’acqua e di terme con sale calde, tiepide e fredde.
Le costruzioni erano, all’interno e all’esterno, decorate con coperture di preziosi marmi colorati, importati da tutto il bacino mediterraneo, o da affreschi, di cui rimangono poche tracce; i mosaici infine impreziosivano i pavimenti.
Adriano, acculturato e poco bellicista, quando non si trovava a Roma oppure in viaggio,nel tentativo di isolarsi si rifugiava qui, dentro i suoi alloggi privati circondati da un anello d’acqua. Anche la moglie, Vibia Sabina, viveva lontana dalle stanze dell’imperatore. Il suo palazzo fu costruito dall’altra parte della tenuta, permettendo ai due coniugi di mantenere una certa distanza. Il più grande amore di Adriano, infatti, non era lei, ma Antino, un ragazzo al quale si suppone sia dedicato un mausoleo, di cui sopravvivono alcuni ruderi.










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