Alla scoperta dell’Italia.
Quattro trentini, in mezzo alla penisola, nella lenta discesa verso sud. Ci lasciamo alle spalle un punto di riferimento dopo l’altro, fino a scoprire altre identità di questa terra ignota, l’Italia. Più ci allontaniamo da casa e più scopriamo le diverse Italie contenute dai confini politici, toccando realtà conosciute solo di seconda mano, così vicine da poter essere raggiunte in bicicletta e così lontane per il paesaggio, gli odori, i colori, i volti, le lingue, i costumi.
La tappa, dal Lago di Bolsena a Tivoli, già impegnativa, circa 130 chilometri, si rivela molto più dura del previsto, arrivando a misurare 171 chilometri, in un eterno saliscendi con poche tregue. In più, dobbiamo fare i conti con la mancanza di equipaggiamento, senza cibo o barrette energetiche. Colpiti dalla fame, ci fermiamo sulla strada a riempirci la pancia con more acerbe, albicocche e pesche, mentre il camper non riesce a colmare il ritardo.
Spesso, seguendo le strade secondarie, l’asfalto sconnesso ci tortura il sedere, facendoci saltellare sui sellini delle nostre bici. Ci abituiamo in breve tempo ai frequenti clacson delle automobili che passano, con i conducenti che dall’abitacolo si sbracciano animatamente. Scopriamo antichi borghi nascosti tra le campagne, in un paesaggio che assume caratteristiche marcatamente mediterranee, con le colline e le montagne più brulle, sbiadite dal sole cocente.
Arriviamo al campeggio arrostiti dal caldo, sbrodolando sudore, con una magnifica vista sulla pianura sotto Tivoli, in mezzo ai rilievi che ospitarono l'aristocrazia e gli imperatori romani.











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