La ricomposizione del gruppo.
Al mattino arriva Luigi che ci aiuterà in questi ultimi dieci giorni nella penisola, sostituendo il congedato Marco, prima di salpare verso la Sardegna. Dopo la colazione troviamo il meccanico, che con un intervento di bricolage salva la marmitta a colpi di martello e saldatrice: il camper è di nuovo messo in sesto e promette lunga vita.
Nel primo pomeriggio andiamo in piazza Duomo dove ritroviamo Michele, tornato nuovamente da Milano. Con lui andiamo ad incontrare, nell’ex ospedale di Santa Maria della Scala, il professor Gabriele Fattorini, uno dei curatori della mostra “Da Jacopo Della Quercia a Donatello”. Nelle sale del complesso museale, tra le volte dipinte, il professore ci racconta del Palio e della passione che lo avvolge fin dal medioevo, in una città moderna, con grandi banche e università, contemporaneamente così antica, legata alla propria storia ed alle proprie rivalità, interne, tra le contrade, ed esterne, con l’eterna nemica Firenze. Mentre nella periferia la città si sviluppava seguendo le esigenze dei nuovi secoli, il centro, racchiuso dalle mura, manteneva quasi immutata la sua struttura ed il suo carattere, facendo risuonare l’arte e la storia nelle vie, nel continuo disordinato saliscendi di uno dei più importanti centri europei del medioevo. Cosa può mancare a Siena? Fattorini crede che manchi un po' di coraggio, il coraggio di avventurarsi nell'arte contemporanea, che in un questa città rischia di essere visto come una minaccia, piuttosto che come una risorsa.
Ringraziamo Gabriele Fattorini e lo lasciamo continuare con il lavoro all'interno della mostra. Usciti dalla città, approfittiamo dell'alloggio di mia sorella Beatrice per occuparle la cucina e preparare il pranzo. Poi, ci assettiamo per il viaggio in bici ed aggrediamo l’asfalto, sotto il sole ancora torrido del tardo pomeriggio, per tornare a Pienza, per un'altra visita.




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