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09/Maggio/2012

Barbagia primitiva

Turismo attivo a contatto con una natura selvaggia

18/Apr/2012

Domenica 29 aprile a Palazzo Roccabruna ore 18:00.

 

La storia di com'è nato e com'è stato vissuto dalle parole dei protagonisti.

24/Mar/2012

Domenica 25 marzo 2012 sulla Domenica de Il Sole 24 Ore leggete l'articolo di Camilla Tagliabue dedicato al progetto UNESCO in bici.

13/Mar/2012

Sosteniamo il turismo attivo e responsabile.

http://www.bitas2012.it/

23/Gen/2012

Il sito UNESCO in bici parte finalmente. Molte riviste e blog ci hanno accolto positivamente fra cui il Corriere della sera

Giorno 28 - Mercoledì 30 giugno

Persi nella campagna.

Il monte Amiata sullo sfondo..il confine della val d'OrciaQuesta valle dove ogni cosa sembra raggiungere la collocazione perfetta non è frutto di una combinazione fortuita di fattori. Essa è dovuta all’opera incessante di uomini e donne che non si stancano di amare la propria terra in modo viscerale e si applicano nella sua cura con un’intelligenza e una dedizione le cui radici possono essere fatte risalire a molti secoli fa.

Nella prima metà del 1300 Ambrogio Lorenzetti, uno degli artisti più importanti dell’epoca dipinse l’allegoria del buono e del cattivo governo. L’affresco, che occupa 3 delle quattro pareti della sala dei nove nel Palazzo pubblico di Siena, rappresenta attraverso delle figure umane le virtù e i vizi rispettivamente del buono e del cattivo governo. Sulla parete di destra sono presenti gli effetti del buon governo in città e in campagna e nel guardare il dipinto par di rivedere gli splendidi scenari della val d’Orcia.

Nel pensare alla sua composizione Lorenzetti deve aver preso spunto proprio da queste zone, distanti da Siena solo pochi chilometri. Qui i campi sulle morbide colline verdi, bionde, o brune a seconda della stagione in cui ci si trova, sembrano dipinti loro stessi, nati dal pennello di qualche talentuoso paesaggista; ed anche i piccoli e placidi borghi medievali o gli isolati cascinali congiunti da lunghi viali di slanciati cipressi fanno parte di quest’opera pittorica.

Vedendo ciò, noi, viaggiatori affascinati, intuiamo che il talento e la vocazione per la bellezza non sono in questo luogo qualità esclusive di artisti, architetti e letterati, anzi scorrono nel sangue dei contadini, dei vinai, degli amministratori e più in generale, di tutta la gente comune che abita la valle.

La sera ceniamo a braciole con la bottiglia di Marco Capitoni, il nostro Cicerone Valdorciano, per celebrare l’Ultima Cena, non di Leonardo, ma di Marco Menestrina. Domani ci lascerà per tornare a Londra, un po’ a malincuore, tra i pensieri per il nuovo lavoro e l’amarezza di lasciare questo progetto sempre più bello. Ci raggiungerà a settembre, sulle Dolomiti, per il gran finale.

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