La Manhattan del medioevo.
Incontriamo il sindaco di San Gimignano Giacomo Bassi, dentro il palazzo comunale, lo stesso che nel medioevo veniva abitato dal podestà, uno dei più belli del borgo.
Il borgo di San Gimignano è piccolo e il suo skyline si staglia netto sopra i profili delle colline coltivate a vigna e ulivi. Esso sorge in un punto di confine tra Firenze, Siena e Pisa, le tre più grandi potenze toscane del medioevo. Il paese, tutto racchiuso da un’alta cinta muraria, sorge sulla linea dell’antica Via Francigena, un importante canale di traffici, che portava da Roma a Canterbury. Lungo il suo percorso transitavano i mercanti dello zafferano, spezia rara quanto pregiata, nella coltivazione della quale, San Gimignano eccelleva.
Secoli fa in questo piccolo paese si potevano contare 72 torri. Oggi ne sono rimaste 14, che hanno portato a chiamare questa città la “Manhattan del medioevo”. In effetti il paragone calza: queste torri non sono altro che gli antenati dei grattacieli. San Gimignano possiede due “torri gemelle”, che si dice, siano state l’esempio per la costruzione di quelle newyorkesi.
Le ricche famiglie di commercianti, per dimostrare la loro potenza, gareggiavano nel costruire la torre più alta e imponente, con l’unico vincolo di non superare in altezza quella del podestà.
La posizione strategica di San Gimignano, contesa dalle diverse città limitrofe, portò a rendere il borgo una fortezza che, anche da lontano, incutesse timore ad eventuali nemici. Una volta entrati all’interno delle mura superiamo una sorta di porta temporale e facendo finta di non vedere le tracce della modernità, siamo trasportati indietro di ottocento anni.

























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