Giorno 20 – Martedì 22 giugno
Per non perdere la gamba, dopo l’intervista, puntatina a Porto Venere con gli amici ciclisti di La Spezia.
Ci svegliamo di buon ora nei letti della nostra piccola casa di Riomaggiore. Non siamo più abituati a materassi normali, a lenzuola pulite, ma anche se desti non resistiamo alla tentazione di crogiolarci nel candore di quei corredi profumati, mentre il dolce borbottio della risacca sul piccolo porticciolo ci culla nel dormiveglia. Colazione leggera e via, scombussolati da quell’esubero di spazi. Anche se piccolino, l’appartamento in cui siamo ospitati ci sembra una piazza d’armi dopo i risvegli in camper in cui si avanza sgomitando gli uni sugli altri.
Incontriamo Marzia, la quale ci accompagna in macchina fino alla sede della Cooperativa Sentieri e Terrazze di Riomaggiore. Qui ci accoglie il vicepresidente Luca Natale, con il quale chiacchieriamo di storia, di agricoltura e di turismo, tre degli elementi che contraddistinguono questo territorio.
Per pranzo non possiamo assolutamente non tornare al nostro appartamento in riva al mare per cucinare uno straordinario piatto di Tagliatelle al limone con un pesto artigianale offertoci immancabilmente da Marzia.
Ben pasciuti ci concediamo una breve pennichella prima di riprendere in mano la telecamera e salire a piedi per circa 3 chilometri lungo la strada di accesso di Riomaggiore. Al bivio della strada statale incontriamo un gruppo ciclistico di La Spezia, che, venendo a conoscenza del nostro progetto, si è offerto di farci fare un giretto nei paesaggi fantastici che si trovano in questa zona.
Salgo in bici assieme a questi simpatici amatori delle due ruote e facciamo tappa verso Porto Venere. Alessandro e Marco ci seguono facendo riprese a bordo dell’ammiraglia della squadra.
Non ho mai pedalato in un gruppo così numeroso e anche se il tempo si oscura un po’ riusciamo a vedere degli scorci mozzafiato di Palmaria dell’isola del Tino e del Tinetto.
Verso sera, all’ora del tramonto, dopo esserci congedati dagli amici spezzini, scendiamo 50 metri sotto casa in ciabatte e siamo in spiaggia. Finalmente, dopo tanti falsi allarmi, il primo bagno a mare di UNESCO in bici. Era ora.
Ci svegliamo di buon ora nei letti della nostra piccola casa di Riomaggiore. Non siamo più abituati a materassi normali, a lenzuola pulite, ma anche se desti non resistiamo alla tentazione di crogiolarci nel candore di quei corredi profumati, mentre il dolce borbottio della risacca sul piccolo porticciolo ci culla nel dormiveglia. Colazione leggera e via, scombussolati da quell’esubero di spazi. Anche se piccolino, l’appartamento in cui siamo ospitati ci sembra una piazza d’armi dopo i risvegli in camper in cui si avanza sgomitando gli uni sugli altri. Incontriamo Marzia, la quale ci accompagna in macchina fino alla sede della Cooperativa Sentieri e Terrazze di Riomaggiore. Qui ci accoglie il vicepresidente Luca Natale, con il quale chiacchieriamo di storia, di agricoltura e di turismo, tre degli elementi che contraddistinguono questo territorio.
Per pranzo non possiamo assolutamente non tornare al nostro appartamento in riva al mare per cucinare uno straordinario piatto di Tagliatelle al limone con un pesto artigianale offertoci immancabilmente da Marzia.
Ben pasciuti ci concediamo una breve pennichella prima di riprendere in mano la telecamera e salire a piedi per circa 3 chilometri lungo la strada di accesso di Riomaggiore. Al bivio della strada statale incontriamo un gruppo ciclistico di La Spezia, che, venendo a conoscenza del nostro progetto, si è offerto di farci fare un giretto nei paesaggi fantastici che si trovano in questa zona.
Salgo in bici assieme a questi simpatici amatori delle due ruote e facciamo tappa verso Porto Venere. Alessandro e Marco ci seguono facendo riprese a bordo dell’ammiraglia della squadra.
Non ho mai pedalato in un gruppo così numeroso e anche se il tempo si oscura un po’ riusciamo a vedere degli scorci mozzafiato di Palmaria dell’isola del Tino e del Tinetto.
Verso sera, all’ora del tramonto, dopo esserci congedati dagli amici spezzini, scendiamo 50 metri sotto casa in ciabatte e siamo in spiaggia. Finalmente, dopo tanti falsi allarmi, il primo bagno a mare di UNESCO in bici. Era ora.















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