Visita alla reggia e tour a Torino.
La sferzante pioggia, durata tutta la notte, cala di intensità fino a cessare giusto in tempo per il nostro arrivo alla reggia di Venaria Reale. All'entrata veniamo ripresi e intervistati da Venaria TV, la web TV locale, prima di essere raggiunti ed accolti da Matteo Fagiano, dell'ufficio comunicazione e Tomaso Ricardi Di Netro, responsabile dell'attività espositiva.
Entriamo nell’ampio piazzale davanti alla grandiosa reggia, costruita nella seconda metà del seicento da Carlo Emanuele II, ingrandita nei decenni dai suoi successori. In un’area di otto ettari, tra palazzo e giardini, circondata dai trenta ettari del parco di La Mandria, la antica riserva di caccia dei Savoia.
Dopo la conquista napoleonica, la reggia perse progressivamente l’antico splendore e vitalità, fino ad essere trasformata, in una semplice caserma militare, spogliata degli arredi più preziosi, trafugati o trasportati in altre residenze. Dopo gli anni ‘50 del ventesimo secolo, tutto il complesso di edifici venne completamente abbandonato, compresa la chiesa, che divenne bivacco per zingari e vagabondi.
Questa enorme e raffinata residenza, così assurdamente trascurata, invasa dalla vegetazione fin sopra i tetti, fu riscoperta e avviata al recupero nel 1995, nel più grande cantiere di restauro in Europa. I lavori finiranno finalmente nel 2011, in occasione delle celebrazioni del 150° anniversario dell’unità d’Italia.
Visitiamo gli enormi giardini, riesumati dal bosco nel loro disegno originale; poi continuiamo all’interno, nella sala d’accesso, usata per accogliere ambasciatori ed ospiti illustri; e nella grande e luminosa sala di Diana, dove la famiglia reale tutti i giorni faceva la passeggiata d’onore davanti ai cortigiani.
Come tengono a spiegarci i nostri Ciceroni, l’obiettivo è quello di rendere la reggia un luogo da vivere oltre che da visitare, arricchendola di mostre, esposizioni, integrazioni artistiche di autori contemporanei, intrecciando il rispetto filologico nel restauro, con la vitalità nel presente.
Nel primo pomeriggio, raggiungiamo a Torino, Fiorenzo Alfieri, l’assessore della città alla cultura e ai 150 anni dell’unità d’Italia, per parlare un po’ di Italia, l’Italia passata, quella presente e quella futura, mentre ci spiega le celebrazioni previste per l’anno prossimo.
Ritorniamo al campo base pensando già alla tappa di domani: 150 chilometri di saliscendi, probabilmente sotto la pioggia, verso la Liguria, alle porte di Genova.

















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